Terapia di Gruppo
(Tempo lettura stimato: 6 min.)

Se la Psicoterapia Individuale ha lo scopo di mettere in sicurezza il paziente, attraverso la Terapia di Gruppo le persone hanno la possibilità di mettere in pratica, in un ambiente protetto, il cambiamento che stanno vivendo. Sia come completamento di una psicoterapia individuale che come processo autonomo e naturale.

Principi fondamentali.

Il Gruppo di Terapia è un insieme di persone che rappresenta un estratto del mondo reale. In questo “estratto” il paziente avrà modo di interagire con gli altri, in una modalità che sperimenterà forse per la prima volta.

Che si tratti del risultato di un percorso psicoterapeutico o anche di un lavoro su sé stessi in autonomia, arriverà il momento in cui sentiremo il bisogno di mettere in campo la decisione di presentarsi al mondo con il nostro nuovo abito.

Come mi sentirò in questo mio nuovo vestito o in questa nuovo modo di comportarmi? Come reagirò a questa mia novità?“. Ma soprattutto: “Come reagiranno gli altri a questo mio nuovo modo di comportarmi, di pensare e di provare emozioni? Cosa penseranno del mio nuovo vestito?“.

Queste domande avranno la possibilità di essere ascoltate e accolte all’interno del Gruppo di Terapia, in un ambiente protetto e privo di giudizi. Qui potremmo essere al sicuro dai cosiddetti “fallimenti relazionali”, esperienza che potrebbe minare la nostra autostima e gettare al vento il frutto del nostro lavoro verso un cambiamento.

La protezione nel Gruppo di Terapia.

Ma cosa intendiamo per ambiente protetto? Principalmente due cose: la prima riguarda l’accordo di riservatezza. A tutti i componenti del gruppo (terapeuta compreso) sarà richiesto di non divulgare in nessun caso ciò che avviene durante gli incontri. L’altro aspetto di sicurezza riguarda le regole di comportamento: si richiederà spontaneità ma rispetto, libertà ma controllo degli agiti di rabbia. Il terapeuta avrà anche il compito di far rispettare queste regole.

Se l’esperienza nel Gruppo di Terapia avrà esiti positivi, esiste una buona probabilità che anche nel mondo reale la persona continui a sentirsi a proprio agio. Se invece avrà esiti negativi, significa che esiste ancora una piccola differenza tra la percezione delle proprie capacità acquisite con il cambiamento e la reale capacità di affrontare le conseguenze di tale cambiamento.

Anche se quest’ultima prospettiva potrebbe apparire negativa e fallimentare, in realtà rappresenta una possibile conseguenza di un processo di cambiamento. In quei casi infatti accade che ci sentiamo pronti, che il processo di cambiamento (sia in terapia individuale che in autonomia) è terminato.

Con la consapevolezza che il traguardo che ci eravamo prefissati è stato raggiunto, il passo successivo è quello di verificare quanto di questo cambiamento atteso è possibile mettere in pratica al di fuori della stanza di terapia o delle proprie stanze private.

È dunque fondamentale che il cambiamento venga messo alla prova in sicurezza, senza che la persona possa sentirsi da sola ad affrontare il mondo reale con una nuova “valigetta degli attrezzi” (la nuova e raggiunta consapevolezza) ovvero in assenza di un’adeguata protezione contro gli scippi…

Il Gruppo.

Ma non solo: ognuno di noi sa cosa sia un gruppo e nessuno di noi, probabilmente, non ha mai vissuto esperienze di gruppo. Si va dalla nostra presenza nel “gruppo famiglia”, per passare poi a quello dei “pari” o degli “amici”, poi il “gruppo di colleghi di lavoro”, per gli sportivi la “squadra” (sinonimo di gruppo), e così via.

Il Gruppo di Terapia si inserisce dunque come completamento di un’esperienza che per la persona non è sconosciuta; l’indiscusso vantaggio è quello di acquisire (o sviluppare, o sperimentare) da essa competenze più soddisfacenti e una nuova consapevolezza.

Nella mia pratica, la Terapia di Gruppo si svolge con cadenza settimanale, con incontri di due ore, nei quali ogni paziente, sotto la supervisione dal terapeuta e l’ascolto dei compagni, ha la possibilità di sperimentare e valutare il proprio cambiamento, sotto i più disparati aspetti. Principalmente, attraverso la possibilità di metterlo effettivamente in pratica: quando una persona si sente confidente e a proprio agio di un certo cambiamento nel proprio modo di vivere la vita e le proprie sensazioni, può provare a sperimentarlo nei confronti di altre persone. Successivamente, la sperimentazione fornirà al paziente dei riscontri: come hanno reagito gli altri a questo mia nuova modalità relazionale? Come mi sento in questa modalità? Questa, ha gli effetti e le conseguenze che mi aspettavo?

Le funzioni del Gruppo di Terapia.

Come accennavo all’inizio, l’accesso alla terapia di Gruppo non è riservata solo a chi ha concluso un percorso di Psicoterapia Individuale, ma si rivolge con la stessa funzione anche a chi sta vivendo e sviluppando in autonomia il proprio cambiamento. In casi come questo, la difficoltà principale della “verifica delle conseguenze” è affidata a persone di cui abbiamo fiducia.

È più facile a volte accettare critiche da persone che conosciamo personalmente e di cui ci fidiamo, piuttosto che da sconosciuti.

Tuttavia potrebbe essere importante conoscere anche il punto di vista di chi non sa niente di come eravamo prima del cambiamento, perché andrebbe a commentare il cambiamento stesso piuttosto che il processo che ha portato ad esso (un nostro amico o conoscente sa come eravamo prima e vivrà come saremo dopo il cambiamento: la sua opinione potrebbe essere sul percorso di cambiamento e non tanto sul suo risultato).

Nel Gruppo di Terapia la persona si presenta come è nel momento in cui inizia il percorso, e non com’era prima del cambiamento. I compagni del Gruppo di Terapia e il terapeuta stesso sapranno lasciargli la libertà di esprimersi e lo aiuteranno ad avere riscontri che lo faranno riflettere sul proprio stato emotivo. E lo faranno nel cosiddetto “qui e ora” (cioè in quel preciso luogo, la stanza di terapia, e in quel preciso istante) ma anche come possibile conferma del buon lavoro condotto su sé stesso.

Altre funzioni della Terapia di Gruppo.

La Terapia di Gruppo non ha solo la funzione di “prova generale”. Possiamo partecipare a un Gruppo di Terapia anche se sentiamo il bisogno di riacquisire fiducia in sé stessi, soprattutto per quanto concerne le capacità relazionali. In un Gruppo di Terapia infatti si ha la possibilità di esplorare quegli aspetti che rendono difficile la relazione con l’altro. Con l’aiuto dei compagni e il sostegno del terapeuta infatti, la persona può comprendere quali elementi del sé limitano la relazione sufficientemente soddisfacente, ascoltando le stimolazioni degli altri.

Un’altra funzione della Terapia di gruppo è quella di sostegno. È probabile che stiamo vivendo un momento particolarmente complicato sotto l’aspetto dell’organizzazione delle attività quotidiane e non. Può accadere quindi che ci sentiamo privi dell’energia che riteniamo necessaria per riuscire ad affrontare ogni impegno. Condividere questi aspetti con un Gruppo di Terapia è un mezzo per alleggerire quelle tensioni che una visione offuscata dall’incombenza delle scadenze più limitare. Condividere questo tipo di esperienza può farci capire quali possano essere gli effettivi “obblighi di impegno”, verso la definizione di una strategia in cui la pianificazione e l’organizzazione in “priorità” possa aiutarci nell’intento.

Contatti.

Per ulteriori approfondimenti e per richiedere informazioni senza impegno, potete compilare il form qui sotto, oppure contattarmi al numero 331-2368463 o via email all’indirizzo posta@gianmarcocellini.it.

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