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Ansia e Stress sono reazioni fisiologiche e cognitive adattive del nostro organismo. Esse sono utili per affrontare imprevisti della vita quotidiana o per prepararsi al meglio per una sfida. Non combattiamole ad ogni costo e impariamo a utilizzarne la loro effettiva natura.

Spesso infatti utilizziamo la parola “ansia” per definire uno stato di disagio, a volte generalizzato e altre volte specifico. Allo stesso modo dichiariamo di essere “stressati” di fronte agli eventi della vita o agli impegni. A me non è mai capitato, infatti, di sentire qualcuno dirmi col sorriso sulle labbra “Oh!… come sono piacevolmente in ansia” oppure “Questo stress mi serviva proprio”. Probabilmente, alla fine della lettura di questo articolo, qualcuno potrà pensare che in fondo in fondo un po’ di ansia sana e stress controllato potrebbero aiutarci…

Proviamo allora a fare un passo indietro, e a trovare la corretta definizione delle parole – e degli stati – ansia e stress.

La giusta definizione.

ANSIAanticipazione, a volte apprensiva, di un pericolo o di un evento negativo futuro, accompagnata da sentimenti di disforia (alterazione dell’umore) o da sintomi fisici di tensione (http://www.stateofmind.it/tag/ansia/).

In questa definizione ho sottolineato la parola anticipazione perché rappresenta il fulcro della questione. Anticipare è “prevedere“, “immaginarsi che possa accadere qualcosa“, “valutare come possibile un dato evento” e così via. In altre parole, è un po’ il frutto della nostra immaginazione, mista all’esperienza, alle aspettative e alle disposizioni emotive in cui ci troviamo in quel momento. Da un lato abbiamo la tensione e a volte il blocco che proviamo quando “anticipiamo” qualcosa di sgradevole o pericoloso; dall’altro possiamo constatare che tutto questo è frutto essenzialmente della nostra mente, ancorché certe emozioni sembra prendano il sopravvento. Per queste considerazioni potremmo dedurre che tutto ciò è alla portata della nostra coscienza e, dunque, valutabile e controllabile.

STRESS: reazione emozionale intensa a una serie di stimoli esterni che mettono in moto risposte fisiologiche e psicologiche di natura adattiva (Galimberti, 1992).

Questa volta la parola chiave è adattiva (per comportamento adattivo si intende l’insieme di attività che un soggetto deve compiere quotidianamente per essere sufficientemente autonomo e per svolgere in modo adeguato i compiti conseguenti al proprio ruolo sociale, così da soddisfare le attese dell’ambiente per un individuo di pari età e contesto culturale). Se devo affrontare un impegno importante, oppure devo sostenere una finale in una gara sportiva o, ancora, devo fare una dichiarazione d’amore, il mio corpo e la mia mente devono prepararsi ad un evento non ordinario. Il corpo deve caricarsi con i giusti ormoni per la prestazione, la mente deve essere pronta a recuperare le informazioni memorizzate, vigile per elaborare strategie, preparata a rispondere a un eventuale “No!…”. Questa è una tipica situazione di stress (diremmo di eustress ovvero “stress positivo” da non confondere con quello negativo, il distress), che impegna tutte le nostre energie fisiche e mentali non per affrontare l’evento in questione ma per il controllo delle strane sensazioni legate (naturalmente) all’evento stesso.

Come farsi aiutare da ansia e stress.

Come abbiamo visto nelle definizioni, esistono situazioni che necessariamente includono stati di ansia e stress. L’ansia la proviamo quando la nostra capacità intellettiva prevede qualcosa che potrebbe danneggiaci, lo stress è una preparazione del nostro corpo e della nostra mente a uno specifico e particolare avvenimento.

In entrambi i casi dunque non possiamo fare a meno di provare quelle sensazioni. Se non avessimo le capacità di “prevedere” probabilmente andremmo incontro a svariati rischi (attraverso la strada incurante che quella è percorsa da auto che viaggiano a forte velocità; oppure ho un importante colloquio di lavoro e mi presento demotivato e annoiato, non prevedendo che sto perdendo un’opportunità che non mi si ripeterà più).

E se parliamo di stress, se non sentissi quelle “farfalle” nella pancia, non riuscirei appieno a valutare l’emozione che sto provando, così come se non avessi la bocca secca non percepirei l’importanza delle frasi che starò per dire, oppure un evidente arrossamento delle mie guance non mi parlerebbe del rispetto che provo nei confronti della persona che ho di fronte.

Parola chiave: consapevolezza.

Mi preparo per il futuro e provo ansia; affronto forti emozioni e provo stress.

Queste due affermazioni devono essere assunte come vere e imprescindibili, così come dico “Se sto sotto il sole sudo” oppure “Se corro tanto mi stanco“. Queste sono le corrette reazioni/preparazioni a particolari eventi. Infatti, così come non abbiamo paura di sudare o stancarsi, così non dovremmo temere ansia e stress. E’ quindi fondamentale, per non farci soggiogare da normali segnali del nostro corpo-mente, imparare a riconoscere ansia e stress per quello che sono, ovvero per quello che ci stanno comunicando.

Riconoscere la propria ansia come il segnale che stiamo “organizzando” il nostro futuro (anche prossimo) e accettare che lo stress ci “prepari” a un certo evento, è fare pace con le nostre sensazioni ed emozioni.

Potrei imparare a parlare con la mia ansia: “Cara, cosa vuoi dirmi, che mi sto imbarcando in qualcosa più grande di me?“, oppure; “Sì, dai, lo so che potrebbe non andare come vorrei, ma mi sono preparato bene…“. Stessa cosa vale per lo stress: “Ok! Ci sono! Sono pronto: andiamo!” ma anche: “So che è importante…“.

Esiste un giusto livello di ansia e stress?

Però attenzione: tutto questo, come per tante altre cose, non deve superare certi limiti… Sudare troppo, anche senza apparente motivo, oppure stancarsi eccessivamente, anche qui senza fare troppi sforzi, potrebbe nascondere o essere sintomatico di particolari patologie.. Anche provare eccessiva ansia in maniera ingiustificata e incontrollata (trovarsi in uno stato ansioso solo perché abbiamo paura di provare stati ansiosi in previsione di taluni eventi, stati che io chiamo di “meta-ansia“), ovvero esperire un’attivazione eccessiva delle nostre sensazioni e risposte fisiologiche (distress), potrebbero nascondere situazioni potenzialmente dannose per il proprio benessere psicologico.

L’ansia è considerata disfunzionale quando interferisce con la nostra vita quotidiana e peggiora le nostre prestazioni invece di migliorarle (LeDoux, 2016).

e per quanto riguarda lo stress:

Lo stress assume un valore limitante per un individuo quando questo non è in grado di adattarsi completamente agli stressor (elementi che producono stress) e alla conseguente attivazione fisiologica (stress stesso) mostrando comportamenti disadattivi come ad esempio l’inadeguata interazione sociale (aggressività, passività, isolamento, ecc.).

Quindi possiamo ascoltare e dare retta alla nostra ansia e al nostro stress, ma fino a che non valicano il limite del benessere percepito e desiderato.

Fonti.

Di Lascio S., 2010. I disturbi d’ansia in www.associazioneamec.com

http://www.stateofmind.it/tag/ansia/

Galimberti U., 1992, Dizionario di Psicologia, UTET

LeDoux, J., 2016, Ansia. Come il cervello ci aiuta a capirla, Raffaello Cortina.

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